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del cosmotrone]). Nel frattempo, in febbraio, riceve la visita di Emilio Segrè che
                                         lo mette al corrente dei risultati di alcuni esperimenti recenti sulla polarizzazione
                                         dei protoni diffusi effettuati dal suo gruppo a Berkeley. In precedenza si era
                                         tentato di fare esperimenti simili a Chicago con risultati negativi, risultati di cui
                                         i due avevano già discusso nel novembre dell'anno precedente. I risultati ottenuti
                                         da Segrè suscitano l'interesse di Fermi che vuole subito controllare se l'accoppia-
                                         mento spin-orbita, che riveste un ruolo fondamentale nel modello a shell, può
                                         anche rendere conto della polarizzazione nella diffusione ad alte energie.
                                         Il calcolo riportato nell'articolo Polarization of High Energy Protons Scattered
                                         by Nuclei [Polarizzazione di protoni di alta energia diffusi da nuclei] viene
                                         effettuato da Fermi sulla sua lavagna dalle dieci della mattina fino a circa mezzo-
                                         giorno. All'inizio fa una falsa partenza usando l'approssimazione di Born, fornisce
                                         un risultato nullo, ma si corregge subito e procede rapidamente mentre Segrè
                                         prende appunti che poi utilizza anche per scrivere l'articolo, che sarà completato
                                         in pochissimi giorni. Fermi ama molto la semplicità del metodo e dei risultati
                                         e ne parla poco dopo a Varenna (Lectures on Pions and Nucleons [Lezioni su pioni e

       Enrico Fermi all'isola d'Elba (1954)    nucleoni]). Questa è l'ultima volta in cui Segrè vede Fermi all'opera nel risolvere
                                         un problema nel suo tipico stile, a lui così familiare fin dai tempi di Roma.
                                         Durante l'estate Fermi torna in Italia per la seconda volta dalla fine della guerra.
                                         A Villa Monastero, a Varenna sul lago di Como, tiene un memorabile corso di
                                         lezioni sulla fisica dei pioni e dei nucleoni. Come ricorda Bernard Feld: «Qui c'era
                                         Fermi al massimo delle sue capacità, che metteva ordine e semplicità nella
                                         confusione, che scopriva connessioni tra fenomeni apparentemente non collegati;
                                         acume e saggezza fluivano dalle sue labbra, come al solito bianche di gesso,
                                         con la sua voce chiara e sonora».
                                         Durante il soggiorno in Italia la sua salute peggiora seriamente. Tornato negli
                                         Stati Uniti gli viene diagnosticato un cancro allo stomaco. Muore a Chicago il
                                         28 novembre all'età di 53 anni. Negli ultimi giorni si dedica alla revisione delle
                                         note di un corso di lezioni di fisica nucleare; il volume incompiuto sarà pubblicato
                                         postumo con il titolo Nuclear Physics [Fisica nucleare] a cura di tre suoi allievi.




























     184      L'opera scientifica di Enrico Fermi                                                     Luisa Bonolis
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